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Published on 11 luglio 2014, by in Peanuts.

il pallone dei mondiali

Ora che anche questi mondiali in Brasile stanno per concludersi, noi di Webecedario siamo andati a scoprire quanta e quale tecnologia è stata utilizzata durante le partite per capire se davvero questa edizione possa essere definita la più tecnologica di sempre.

Una delle novità più importanti e discusse è sicuramente stata l’introduzione della “Goal-line technology“: non proprio una moviola in campo ma un metodo – affidabile al 100% assicurano i progettatori – per capire, in tempo reale, se il pallone ha varcato la linea di porta. La GLT (soltanto per gli amici) è formata da quattordici telecamere ad alta velocità, sette camere puntate sullo specchio di ognuna delle due porte, in grado di catturare fino a 500 immagini al secondo (la GoPro HERO3+ Black Edition ne esce decisamente sconfitta con una capacità di “soli” 30 fotogrammi al secondo) e installate in punti strategici dello stadio. Tutte le telecamere sono collegate a un software capace di calcolare in tempo reale il tragitto esatto del pallone. Inoltre quando la sfera supera la linea di porta, una vibrazione viene spedita direttamente agli speciali orologi in dotazione della terna arbitrale e del quarto uomo. Un altro vantaggio della GLT è la protezione contro eventuali hackeraggi:  non può essere attaccata o manipolata perché funziona in un sistema offline, senza connessione a internet e tutte le informazioni passano attraverso cavi in fibra ottica direttamente verso una centrale informatica.

Sempre in tema di telecamere dobbiamo segnalare l’installazione, sui campi, di 37 telecamere di vario tipo, anche a risoluzione 4K (utilizzate però soltanto per alcune partite).  Sony, che ha contribuito alla produzione, utilizza anche videocamere CineAlta F65, capaci di registrare video a risoluzione 8K.

Fin dall’inaugurazione comunque, la tecnologia è scesa in campo assieme agli atleti delle nazionali: il calcio d’inaugurazione è stato infatti sferrato da un giovane paraplegico, Juliano Pinto, con il supporto di un esoscheletro (chiamato BRA-Santos Dumont), frutto di una ricerca internazionale, capace di muoversi grazie ai comandi impartiti dal cervello di chi lo indossa.

Anche il pallone, come ormai è divenuta tradizione, è stato trasformato in un concentrato di tecnologia: il Brazuca Ball,  disegnato da Adidas, è formato da una struttura che utilizza sei pannelli in poliuretano, uniti per garantire peso e rotondità uniformi. Perfino sotto la pioggia battente ed esposta al vento, la palla è in grado di restare perfettamente tonda e bilanciata. Il design dei pannelli garantisce, inoltre, una velocità superiore e una migliore precisione, grazie ai test eseguiti in una galleria del vento nientemeno che della NASA. Il Brazuca Ball non finisce di sorprendere: ha dentro di sé sei telecamere ad alta definizione il cui compito è quello di filmare l’azione di gioco a 360 gradi per offrire agli spettatori un’immersione totale nel gioco e un nuovo punto di vista. Le immagini riprese sono pubblicate sul canale YouTube dell’Adidas e sul sito ufficiale dedicato al pallone dei mondiali. 

Con un nuovo pallone a disposizione, potevano forse mancare scarpe all’altezza? Le Nike Mercurial Superfly, che utilizzano la tecnologia Flyknit, sono formate da una suola realizzata in fibra di carbonio. La tecnologia Flyknit rivoluziona il concetto di calzatura: un filo unico per ridurre le cuciture, il peso e le aree di attrito e consentire la massima leggerezza. Anche la parte superiore utilizza la stessa tecnologia, conferendo alla scarpa un notevole comfort e una sensibilità simile a quella di un piede nudo.

Infine, per la serie #irimedimigliorisonoquellidellanonna non possiamo dimenticare le super tecnologiche…bombolette spray con il quale gli arbitri hanno sporcato le costosissime scarpe dei giocatori per segnare il corretto punto di battuta delle punizioni e la distanza regolamentare della barriera.mondiali 2014 brasile